Le famiglie italiane tornano a investire nel mattone. Lo conferma una recente analisi sui mutui destinati all’acquisto di un’abitazione. Nel primo semestre del 2025, la richiesta di mutui per l’acquisto della casa ha registrato una decisa crescita, con un aumento del 20% rispetto allo stesso periodo del 2024.
I dati, raccolti da CRIF tramite il sistema EURISC, mostrano come la spinta principale provenga dalle surroghe, che nel primo trimestre hanno segnato un +63,2%, favorite dalla diminuzione dei tassi d’interesse e dalla preferenza per i mutui a tasso fisso.
Cresce l’importo medio, che si attesta a 152.000 euro
L’importo medio delle richieste si attesta ora a circa 152.000 euro, con un incremento del 4,4% rispetto all’anno precedente. Anche il solo mese di giugno conferma questa tendenza, segnando un aumento del 4,6%.
La maggior parte delle richieste riguarda finanziamenti tra i 100.000 e i 300.000 euro, che rappresentano oltre il 60% del totale, mentre solo una piccola quota supera la soglia dei 300.000 euro.
Mutui a lungo termine: la scelta preferita dagli italiani
Analizzando la durata dei mutui, emerge chiaramente che i piani di rimborso più richiesti sono quelli di lungo termine. Oltre il 90% delle domande prevede un’estensione superiore a 15 anni, con il 41,6% che opta per un periodo compreso tra 25 e 30 anni.
Le durate brevi, inferiori ai 5 anni, rappresentano meno dell’1% del totale, sottolineando la preferenza per pagamenti più sostenibili nel tempo.
Chi sono i richiedenti? Soprattutto i giovani adulti
Dal punto di vista anagrafico, le fasce più rappresentate sono quelle tra i 25 e i 44 anni, che insieme coprono quasi il 63% delle richieste di mutuo.
Seguono gli adulti tra i 45 e i 54 anni con il 22%, mentre solo una minoranza (circa il 10%) appartiene alla categoria degli over 55.
Fiducia e cautela nel mercato del credito
Simone Capecchi, Executive Director di CRIF, osserva: “Nonostante un contesto economico globale ancora incerto, le famiglie italiane mostrano segnali di fiducia, tornando a investire in progetti di lungo termine. La diffusione dei mutui a tasso fisso, il livello contenuto di indebitamento e le riserve di liquidità contribuiscono a mantenere stabile la qualità del credito e a contenere i rischi di insolvenza”.