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Climate Change: italiani divisi tra consapevolezza e scetticismo

Emerge dalla Worldviews Survey sul Climate Change di WIN (Worldwide Independent Network of Market Research): nonostante una crescente consapevolezza e attenzione verso le questioni ambientali, l’opinione pubblica mondiale resta divisa su chi debba davvero farsi carico del cambiamento.

I dati per l’Italia, raccolti da BVA Doxa, raccontano che la sostenibilità resta un tema sentito, ma anche attraversato da forti contraddizioni.
Se da un lato aumentano le persone che riconoscono l’impegno di aziende e governi nel fronteggiare il cambiamento climatico, dall’altro permane un diffuso scetticismo sulle reali motivazioni delle organizzazioni e sull’efficacia delle loro azioni.

Aumenta la fiducia, ma permangono i dubbi

A livello globale, si evidenzia una crescente attenzione verso l’ambiente e la sostenibilità. Il 66% delle persone riconosce che le aziende stanno agendo in materia di sostenibilità, un dato in crescita rispetto al 58% degli anni precedenti. Anche la fiducia nei governi è in aumento: il 52% degli intervistati ritiene che le istituzioni pubbliche stiano mettendo in atto azioni concrete per affrontare le sfide ambientali (erano il 44% nel 2021).

Sul fronte personale, l’82% crede che le proprie azioni possano avere un impatto positivo sull’ambiente.
Tuttavia, accanto a questi segnali positivi, permangono ampi margini di scetticismo. Il 44% degli intervistati pensa che le aziende si impegnino per convenienza, mentre il 48% non è convinto dell’efficacia delle politiche ambientali dei governi. 

In Italia i giovani sono sfiduciati 

Il quadro che emerge per l’Italia si discosta sensibilmente dalle tendenze globali, con livelli di fiducia notevolmente più bassi.
Sul fronte individuale, solo 1 italiano su 3 (34%) ritiene che le proprie azioni possano avere un impatto positivo sull’ambiente, con un andamento crescente all’aumentare dell’età: dal 27-30% nelle fasce più giovani fino al 48% tra gli over 64.

Particolarmente allarmante il dato relativo agli under25, tra i quali il 26% non crede affatto nella possibilità di incidere positivamente attraverso i propri comportamenti quotidiani.
Ancora più marcata la sfiducia verso il governo: appena il 5% degli italiani crede che le istituzioni stiano adottando misure adeguate alla tutela ambientale. Un dato uniforme su tutto il territorio nazionale e trasversale alle diverse fasce d’età.

Il sentimento dominante è la diffidenza

Anche nei confronti delle aziende, il sentimento dominante è la diffidenza: solo l’11% degli italiani ritiene che la maggior parte delle imprese operi tenendo seriamente in considerazione i principi della Responsabilità Sociale d’Impresa e della sostenibilità. La percentuale sale leggermente tra i 35-44enni (15%) e nelle regioni del Sud e Isole (16%).

Il 50% degli italiani, però, pensa che le aziende si impegnino solo per apparenza e un ulteriore 28% è convinto che agiscano esclusivamente in funzione del profitto.
I dati emersi sottolineano l’urgenza, soprattutto in Italia, di ricostruire una relazione di fiducia tra cittadini, imprese e istituzioni. L’impegno verso la sostenibilità deve essere accompagnato da maggiore trasparenza, coerenza e capacità di coinvolgere realmente le persone

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