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2035, il digitale che ci aspetta

Come sarà il futuro del digitale? Immaginarlo si può, e non si tratta solo di dare sfogo alla propria fantasia, anzi. Lo ha fatto il Center for Digital Envisioning del Politecnico di Milano, che durante il convegno “Digital Envisioning 2025: il futuro del Digitale” ha messo sul tavolo tre possibili scenari per il 2035.

Tre strade diverse, tutte plausibili, che raccontano come le tecnologie potrebbero cambiare economia, società e democrazia.

La tecno sinfonia: quando tutto funziona

Nel primo scenario, quello più ambizioso, il digitale evolve in una vera e propria “tecno sinfonia”. L’intelligenza artificiale è diffusa ovunque, le infrastrutture di calcolo sono sostenibili e sotto controllo pubblico, i sistemi dialogano tra loro senza attriti.

La capacità computazionale diventa abbondante, accessibile, quasi invisibile. In questo mondo, i benefici dell’innovazione sono distribuiti in modo più equo e la tecnologia rafforza la partecipazione e la crescita collettiva. Restano però aperte nuove domande etiche: quanto dipendiamo dalle macchine? Chi governa davvero i sistemi autonomi?

Sovranità frammentata: un mondo a blocchi

Più realistico, forse, è lo scenario intermedio della “sovranità frammentata”. Qui i governi investono molto in data center, cloud e regole sui dati, ma il mondo digitale si spezza in aree regionali che non comunicano tra loro.

Ogni blocco è efficiente al proprio interno e attento alla sostenibilità, ma il risultato è un arcipelago di isole digitali. La ricerca si duplica, gli standard si moltiplicano e le tensioni geopolitiche crescono, soprattutto sul controllo delle tecnologie chiave.

Inerzia digitale: il rischio di restare fermi

C’è poi lo scenario meno desiderabile, quello dell’inerzia. In questo caso, il 2035 assomiglia molto a oggi: poche grandi piattaforme concentrano potere e risorse, l’ecosistema resta fragile e l’innovazione fatica a tradursi in benefici diffusi.

Il digitale continua a funzionare, ma senza slanci, lasciando irrisolti i nodi dell’inclusione e della competitività.

I megatrend che spingono il cambiamento

Alla base di questi scenari ci sono 19 megatrend individuati dal Center for Digital Envisioning, frutto del lavoro degli Osservatori Digital Innovation della POLIMI School of Management.

Tra i più rilevanti spiccano la centralità della potenza di calcolo come infrastruttura strategica, l’evoluzione dei dati verso modelli complessi e digital twin, l’emergere di un web più collaborativo e l’ascesa di un’intelligenza artificiale sempre più autonoma.

Decidere oggi per non subire domani

“Proiettarsi nel futuro è indispensabile”, ricorda Valeria Portale, direttrice del Center. Le scelte di oggi, avverte Luca Gastaldi, responsabile scientifico, stanno già disegnando il domani, tra investimenti dei grandi player e nuove startup. Il punto non è indovinare il futuro, ma arrivarci preparati, da protagonisti e non da spettatori.

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